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Storia

Rotary Club Lamezia Terme - Distretto 2100 Italia

Correva la fine dell’anno 1968, Lamezia Terme, appena istituita, stava per diventare una realtà con l’unificazione dei confini amministrativi di Nicastro, cittadina rivolta di più verso le attività commerciali, Sambiase, rivolta verso l’agricoltura, Santa Eufemia Lamezia, allora piccolissima, ma, lo stesso importante per essere attraversata nel suo territorio della FF.SS ed autostrada.

In quegli anni, la vita sociale, economica e amministrativa, scorreva con trepidazione e grande entusiasmo.

Nella nascente Città, si cominciava a parlare per la prima volta di Rotary e dei suoi ideali, all’avvio dell’anno 1969, giacché a Lamezia, nello stesso periodo, si stavano vivendo momenti d’impaziente ed intensa trasformazione, dal punto di vista economico, ma maggiormente sociale, quando, un gruppo di sostenitori, costituito da uomini impegnati nella collettività dell’allora Città di Nicastro iniziarono a ritrovarsi all’insegna della “ruota rotariana ”.

Il Comm. Orazio Lucibello convocò presso la sua abitazione un gruppo d’amici per partecipare loro la volontà espressa dal Presidente del Rotary Club di Catanzaro, Dott. Alessandro Lazzaro, affinché, nella nuova realtà cittadina, appena nata, si prendesse in considerazione l’opportunità, della costituzione di un Rotary Club.

Lamezia era a quel tempo in fase di ritrovare i propri confini amministrativi urbanistici, e sociali, quindi ancora troppo modesta, attenta principalmente ad emergere e ad organizzarsi, soprattutto perché, di fatto, non possedeva grandi sbocchi infrastrutturali, tentava di distinguersi particolarmente con i suoi “ figli ” che degnamente la rappresentavano.

L’Ing. Giuseppe La Scala insieme a ben dodici amici, che, come Lui, credettero fermamente nell’ideale rotariano, si apprestavano a dedicare parte del loro tempo ed energia, a imprimere significato ad un nobile proposito, appropriatamente in quegli anni in cui la vita in genere, e particolarmente per la nostra realtà cittadina, stava subendo notevoli mutamenti sociali.

I primi uomini, sono gli uomini, costantemente presenti nei consigli direttivi delprimo decennio e che si annoveravano nel primo Club provvisorio, quindi i fondatori del Club sono stati all’incirca una ventina: l’Avv. Bruno Amendola, Rag. Bruno Bertucci, Rag. Pasquale Caruso, Dott. Dario Curcio Petronio, Dott. Giuseppe Del Re, dott. Francesco Maria Jannazzo, Comm. Orazio Lucibello, Dott. Arcangelo MafricI, Avv. Bernardo Maiolo, Geom. Luciano Marsili, Dott. Giovanni Martirano, Dott. Diego Menniti, Dott. Vincenzo, Menniti, Prof. Vincenzo Morabito, Virgilio Gregorio Pacileo, Dott. Giuseppe Petronio, Dott. Eliseo Scuteri, Avv. Francesco Sirianni, Dott. Giovan Battista Ventura.

L’allora PastGovernor, Avv. Peppino Ragonese De Gregorio del Club di Taormina, delegato dal Governatore Dott. Duilio Del Prete, incalzava con affettuosa perseveranza questi amici per sollecitare la costituzione del Club Rotary nel Lametino.

Con la sua guida illuminata, informò soprattutto i delegati, degli adempimenti burocratici che avrebbero dovuto compiere per la costituzione del Club.

Da parte sua, l’affettuoso e indimenticabile Dott. Sandro Lazzaro, Presidente, allora, del Rotary Club di Catanzaro, sostenuto dal segretario, avv. Franco Parisi, si adoperarono molto perché, gli amici, La Scala, Amendola e Orazio Lucibello, si convincessero e si apprestassero a formare a Lamezia un Club, sforzandosi più che possibile di far comprendere i primi rudimenti d’informazione rotariana.

La affiliazione al Rotary International come da comunicazione proveniente da Zurigo reca la data 23.11.1970 e che così scrivono:
“ Egregio Presidente La Scala, il Governatore del Prete Le ha certamente già comunicato che il Rotary Club di Lamezia Terme è stato ufficialmente ammesso al Rotary International il 23 Novembre 1970. Sono Lieto di poter confermare questa buona notizia e porgerLe il più cordiale benvenuto in seno alla nostra famiglia rotariana; gradisca i più fervidi auguri di successo e soddisfazione per l’avvenire del suo Club…
firmato Walter Panzar Sottosegretario “.

Il 29 Dicembre del 1970, con la consegna ufficiale della “Carta costitutiva, Lamezia aveva – finalmente – il suo Club, ed era ammesso al Rotary International, con ladenominazione di – Rotary Club di Lamezia Terme – in quanto, nel frattempo il Sen. Arturo Perugini, aveva presentato la Legge che istituiva ed annetteva i tre territori dei Comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lametia, in una unica Città.

Il Distretto al quale si apparteneva era il 190°.
Esattamente il 27.01.1971, il Presidente del Club, l’ing. Giuseppe La Scala noto personaggio Nicastrese per avere avuto ruoli politici di rilievo, sia nella Città di Nicastro, sia alla Provincia di Catanzaro, inviava a tutti i soci, una lettera con la quale comunicava l’avvenuta ammissione al Rotary International, e pregandoli, di essere presenti, per giorno 04.02.1971, alle ore 19,00, presso L’Associazione dei Mutilati di Guerra, sollecitando partecipazione, in modo che tutti indistintamente ci si adoperasse a preparare degnamente la cerimonia della “consegna della Carta ”,

Dal quel preciso momento, e con la prima riunione, ebbe concretamente inizio l’avventura del Rotary Lametino.

La manifestazione, di avvio si svolse presso i saloni di un albergo cittadino, la cui conviviale della fondazione del Club, avvenne il 28.03.1971, con inizio alle ore 13,00.

Alla presenza delle autorità Rotariane convenute dal Distretto, e tra queste naturalmente il Governatore Alessandro Del Prete, dai soci di diversi Club della Calabria, e dai soci lametini tutti, l’Ing Giuseppe La Scala, intonò il primo tocco di campana, allora, affettuosamente regalata, dal Club Padrino di Catanzaro, ed il cui vibrante suono avviò il sodalizio.

La manifestazione si svolse con l’enfasi frizzante delle emozioni tipica di questi momenti, che seppe, coinvolgere tutti, e soprattutto dare il necessario entusiasmo a tuffarsi con convinzione e senso di sincera partecipazione a quello che da lì in poi, avrebbe influenzato la vita sociale verso il servizio.

Costituitosi quindi il Club, il primo consiglio direttivo presieduto dall’ing. Giuseppe La Scala, Vincenzo Morabito Vice Presidente, Bruno Amendola Segretario, Giova Battista Ventura Tesoriere, e con Francesco Maria Jannazzo Prefetto, iniziò a tirare i primi passiintraprendendo, quelle necessarie ed opportuni adempimenti, per consentire che il Club s’incamminasse verso il suo destino.

La sede del Club fu originariamente stabilità presso “l’Hotel Artu“ già conosciuto come “Jolly Hotel”, ormai inesistente e soppiantato da altra nuova costruzione.

I soci da quel momento decisero di fissare l’appuntamento e con costanza avviarono le riunioni settimanali che anche allora, come adesso, avvenivano la sera di ogni Venerdì.

E’ stato necessario attendere qualche anno perché il Club si organizzasse e cominciasse a programmare verso l’esterno la sua attività, ma lo stesso seppe fin dall’inizio, guidata dalla sapienza del primo direttivo ed in particolare dal primo presidente a farsi notare e stimare da tutti i Clubs del distretto.

Sostenuti ed ispirati da quella trepidazione impaziente per un buon apprendimento della vita rotariana, iniziarono le necessarie ed importanti frequentazioni degli altri Club vicini, in particolare Catanzaro, per essere stato il Club patrocinatore, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone.

Trainati da un comprensibile entusiasmo il Club, seppe conquistare da parte degli altri Clubs rispetto, ammirazione, e prestigio e seppe dimostrare alla comunità, che la costituenda Lamezia Terme poteva esprimere finalmente un Rotary all’altezza della situazione amministrativa e sociale dell’epoca e pertanto, s’iniziarono a stabilire quei primi fondamentali contatti per essere presenti negli inter-club regionali e, via via distrettuali, legando e contraendo le prime amicizie “rotariane ”

Le varie iniziative, che cominciarono ad intraprendersi con le attività del Club fin dall’inizio toccarono e penetrano eventi, di vicende e problemi della società civile, dell’economia e della Cultura del Lametino.

Non è eccessivo, né passionale, dichiarare che il Club della piana, non si è mai chiuso nel privato della propria associazione, ma ha saputo stendere gli interessi sulle problematiche dell’intera comunità cittadina.

Arch. Claudio Sdanganelli